18. Mai 2012
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Memorial: Ivan Graziani

Memorial Ivan Graziani"Ciao, con il cuore Ivan Graziani"

Se si deve citare - qualcuno suggeriva - si deve citare in giudizio. A sostegno di una tesi, di un uomo, di un'esperienza. È davvero difficile parlare d'Ivan Graziani senza cadere in una mendace nostalgia per un futuro di riconoscimenti artistici che ancora non s'è dischiuso. I suoi testi sono miniere di pieghe auree, pieghe di vita che ammiccano all'orecchio di chi ha ascoltato la sua musica.

Eppure, invece di citare qualche sua canzone, preferiamo porgere al lettore una frase, una dedica, poetica e visiva, che Ivan aveva tributato ad un suo fan. Tale dedica, scritta in piedi e dietro ad un palco, compare accanto ad un disegno che lo stesso autore d' "Agnese" aveva realizzato. Si legge infatti: "Proprio perché non vuol dire niente è importante. Ciao, con il cuore Ivan Graziani". Questa dedica è un intreccio di livelli d'esperienza, il verso, in sé semplice, si congiunge all'immagine.

Il contesto, contesto in vita e non in vitro, ci ridà un Ivan Graziani uomo, uomo che canta, scrive canzoni e disegna, in cui il gesto artistico è espressione di un'esistenza che racconta e sogna se stessa, anche laddove il marketing è costretto a rimaner silente. "Proprio perché non vuol dire niente è importante".

Il criterio di significatività di un'esperienza rimane tale anche dinanzi agli ammonimenti del controllore del caso. Che sia portafoglio o prima posizione in classifica, si vede e s'ascolta con il cuore, prima ancora che con la tasca. Di certo Ivan lo aveva capito e la sua vita ne reca la testimonianza più intensa, come quelle luci che sanno riscaldare da lontano, perché ne cogli - anche a mille miglia di distanza - l'atmosfera, perché t'immagini lì ad ascoltare le sue canzoni.

Ivan Graziani, disegno con dedicaDa Firenze a Lugano, viaggiando per un treno cigolante nella notte, Ivan, con la sua poesia totale, poesia capace di congiungere stili e generi musicali differenti, ci ha insegnato a deridere le frontiere delle esigenze sociali, del moralismo bacchettone, delle classifiche. Le sue canzoni, la sua esperienza recitano e declinano l'uomo in quanto espressione fragile, contraddittoria e paradossale di se stesso. Espressione complessa, mai banale o piegata alle logiche del mercato discografico. Il tessuto dei suoi versi è costituito da mille fili che solo la cruna del suo cuore ha saputo filare.

Per far questo non serviva un sarto, ma solo un grande cantautore, cantautore che ricordiamo ed ammiriamo a quindici anni di distanza dalla morte. "Ciao, con il cuore Ivan Graziani".

Articolo a cura di Jonathan Fanesi, gennaio 2012