Attualità: „Storie di Frontiera“ - John Harlin e la grande traversata del confine svizzero
John
Harlin III, affermato alpinista e scrittore americano, sta compiendo in questi
giorni un‘impresa avventurosa ed affascinante: percorrere tutto il confine
della Svizzera, discostandosi il meno possibile dalla linea e fermandosi
unicamente per fare rifornimento nei villaggi.
La scorsa estate Harlin ha percorso tutto il confine settentrionale: 2'000 km percorsi a piedi, in mountan bike e a bordo di una canoa. Ma un brutto incidente lo ha costretto ad interrompere la sua impresa: mentre stava scalando le Aiguilles Rouges du Mont Dolent a 3'500 metri di altitudine Harlin è precipitato a causa di una frana e ha riportato numerose fratture.
A meno di un anno dall‘incidente Harlin è tornato in Svizzera per completare la sua avventura. Questa volta si tratta percorrere a piedi, scalando una cima dopo l'altra, la sezione alpina che divide la Svizzera da Austria, Italia e Francia.
Da Sargans, lungo il confine della Svizzera orientale e dei Grigioni Harlin punterà in direzione del Canton Ticino, fino alla Valle Ferret nelle Alpi Vallesane e porterà a termine la sua memorabile avventura.
A causa della configurazione montagnosa del terreno i mille chilometri di frontiera comportano in realtà 220’000 metri di salite ripidissime e discese verticali.
Ma questo non sembra spaventare Harlin che anzi afferma impaziente: „Non vedo l'ora di raggiungere le alte vette e arrivare al Cervino. Ho scalato due delle creste e ho l’intenzione di salire la terza. La traversata da lì sopra il Dent d'Herens si annuncia molto interessante dalla prospettiva di una scalata tecnica. Sono anche impaziente di percorrere il Ticino, per immergermi in sensazioni tropicali“.
Un entusiasmo davvero incredibile per uno scalatore che ha da poco compiuto i 55 anni. Ma anche l‘età anagrafica non sembra rappresentare un ostacolo: „Non devo puntare sulla velocità, l’ho già fatto da giovane. Non è neppure una questione di potenza, questo tipo di viaggio è una questione di resistenza e il mio corpo continua a funzionare senza che l’età abbia un impatto anche grazie al continuo allenamento“.
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Ma
chi è John Harlin e qual‘è il significato di questa sfida?
L'alpinista
statunitense ha trascorso parte della sua infanzia a Leysin, sulle alpi
svizzere e da allora è un grande ammiratore della Svizzera ed è affascinato
delle sue differenze culturali e linguistiche.
Il padre omonimo John Harlin II – pilota dell'aviazione americana in Germania – si era fatto conoscere per le sue qualità alpinistiche e aveva fondato la „International School of Mountaineering“. Ma nonostante fosse un esperto scalatore non sopravvisse ad un tragico incidente sulla parete Nord dell'Eiger. A seguito di questa drammatica esperienza la famiglia di John, che allora aveva solo nove anni, decise di far ritorno in America.
Per rendere omaggio alla memoria del padre scomparso John è tornato in Svizzera e ha portato a termine la scalata in cui il padre aveva perso la vita. Dalla vicenda sono stati tratti un libro „The Eiger Obsession: Facing the Mountain That Killed My Father“ e un film IMAX, dal titolo „The Alps: Climb of Your Life“.
Numerosissime le imprese avventurose di Harlin che attualmente è editore dell’ American Alpine Journal. Ha affrontato per primo discese in stile telemark ha aperto nuove vie di arrampicata e ha navigato in canoa sui fiumi in Perù, Bolivia, Tibet, Alaska, Canada, e Stati Uniti.
Ma questa avventura che Harlin ha voluto chiamare „Storie di frontiera“ è ricca di significati e si differenzia in parte dalle altre prove estreme compiute dall‘alpinista. I confini svizzeri infatti oltre ad essere spettacolari per la presenza delle montagne dei fiumi e delle splendide valli attraversano quattro regioni linguistiche e grandissime differenze culturali.
E proprio qui sta il significato più profondo di questa impresa sintetizzata così nelle parole del suo autore: „When is a people a nation, a border a boundary? Can I find out by encircling a small multilingual country with vast borders, one footstep at a time?“ Un viaggio mozzafiato, una sfida contro la resistenza fisica e un modo davvero originale di conoscere la Svizzera.
Paola Volk, agosto 2011
Questo è il link del Video, in inglese, molto bello