18. Mai 2012
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Lirica: La coppia d‘oro dell‘Opera italiana

Fabio Armiliato e Daniela DessiFabio Armiliato e Daniela Dessi: la coppia più celebre e più amata, del panorama lirico internazionale si racconta in una doppia intervista ai lettori di go-italy.
Dalla loro unione sentimentale si è creata una delle coppie artistiche fondamentali della recente storia dell’Opera che ha ottenuto trionfi memorabili in tutto il mondo.

Siete entrambi genovesi eppure le vostre strade si sono incrociate per la prima volta in America. Credete nel destino?
Fabio: Io credo nel destino. Ci siamo conosciuti in America, però le nostre strade si erano già un pò incrociate: vidi cantare Daniela a Genova nell’ancora vecchio Teatro Margherita in „Gianni Schicchi“. Dopo dieci anni da quell‘incontro professionale a Genova ci siamo conosciuti anche dal punto di vista personale in America...il destino...

Daniela: Credo esista la traccia di un destino che ognuno di noi, attraverso il proprio libero arbitrio, possa organizzare come desidera. Certamente credo negli incontri speciali tra persone che si cercano, di occasioni che possono crearsi un destino…creare degli appuntamenti irrinunciabili.

È facile o difficile conciliare un doppio rapporto, sentimentale e professionale?
Fabio: Non è una cosa semplicissima ma siamo stati agevolati dal fatto di esserci conosciuti con le carriere già consolidate e forti di un repertorio comune così da poter condividere sul palcoscenico il maggior numero di opere da poter cantare insieme e questo è stato un vantaggio. Certamente non è facile a volte dover dividere le ansie o altri stati d’animo personali ma finora siamo riusciti sempre a gestirci molto bene anche sotto questo aspetto.

Daniela: E’ abbastanza difficile. Creare un rapporto sentimentale solido e senza troppi problemi è già una cosa molto complessa. Aggiungendo la dimensione lavorativa al rapporto sentimentale si aggiungono spesso delle ansie, preoccupazioni ulteriori che,  in realtà, in un rapporto non si avrebbero. E’ anche vero però, che avere interessi, passioni in comune lega moltissimo; avere affinità elettiva lega in maniera inscindibile.

Sul palcoscenico avete interpretato coppie famose come Tosca e Cavaradossi, Alfredo e Violetta, Norma e Pollione, Andrea Chénier e Maddalena e ultimamente a Liegi per la prima volta, Otello e Desdemona... Qual‘è quella alla quale vi sentite particolarmente legati?
Fabio: Personalmente sono molto legato ad Andrea Chénier perchè è stata la prima opera che abbiamo cantato insieme sul palcoscenico. Poi siamo molto legati ai 2 personaggi che interpretiamo in Tosca anche perchè è l’opera che individulamente abbiamo cantato maggiormente. Il mio debutto in Otello con Daniela nelle vesti di Desdemona è senz‘altro il coronamento di un percorso artistico importante. Il ruolo di Otello per un tenore è già un grande traguardo e aver avuto l’opportunità di cantare questo capolavoro con Daniela è stato un valore aggiunto.

Daniela:
In linea di massima la coppia alla quale siamo più legati, senz’altro, è quella di Andrea Chenier e Maddalena di Coigny perché si tratta dell’opera che ci ha permesso di iniziare la nostra storia d’amore. Aggiungo, e credo di interpretare anche quello che pensa Fabio, che Tosca e Cavaradossi ci stiano piuttosto “a pennello”.

Vi esibite spesso in serate di gala nelle quali duettate le più belle romanze dell’opera lirica. Secondo voi il recital e i concerti avvicinano maggiormente il pubblico alla musica lirica?
Fabio: Sicuramente. Diciamo che la capacità di approccio del pubblico verso questo tipo di serate, è magari più facile perchè eseguiamo insieme le romanze più conosciute ed anche perchè variamo molto i brani di repertorio da interpretare durante queste esibizioni. Però sicuramente è importante in queste serate dare sempre un segnale e cioè che l’opera è il punto di arrivo di questo messaggio che noi diamo tramite le romanze tratte dalle opere. Non bisogna mai dimenticare che la vera martice da cui nascono tutte queste famose arie è l‘opera e non si tratta di singole canzoni che esulano dal contesto da cui sono state estrapolate,

Daniela:
Sono due forme assolutamente diverse di far conoscere la musica lirica: indubbiamente il Recital è quella che, per una persona che non è avezza all’opera, può “annoiare meno”. Lo spettatore, libero di scegliere cosa ascoltare, ascolta quelli che sono gli highlights di ogni opera e rimane coinvolto da quei capolavori musicali. Ma per avere una conoscenza precisa dell’opera bisogna andare a teatro e vedere tutta la storia, il suo sviluppo, vedere ed ascoltare come il musicista lega un personaggio all’altro, ed un’aria all’altra.

La cultura in Italia sta vivendo una crisi senza precedenti a causa della riduzione dei finanziamenti e da provvedimenti normativi che ne frustrano lo sviluppo. Cosa si potrebbe fare secondo voi per salvare la lirica in Italia?
Fabio: Innazitutto partire dalla educazione perchè il pubblico giovane è quello che sarà il futuro dell’opera. Purtroppo questa generazione non è stata in grado di mantenere l’interesse per questa arte nel nostro paese verso questo genere che è sempre stato il fiore all’occhiello della nostra cultura e di cui siamo sempre stati ambasciatori in tutto il mondo. E adesso bisogna lavorare sui giovani e sulle nuove generazioni facendo capire loro che l’opera non è „vecchia“ ma che è una arte che incarna dei valori universali che sono sempre validi, soprattutto facendo capire che l’Opera è un contesto in cui ci si può ritrovare un mondo che non si è più oggi abituati a vivere che può essere paragonato a quello delle favole, dei sogni e delle immaginazioni.
Attraverso questo e naturalmente passando dalla bellezza della musica, si può ritrovare il pubblico e soprattutto la passione per il canto perchè imparare a cantare è una disciplina straordianaria che i giovani dovrebbero incominciare di nuovo ad apprezzare.

Daniela:
Certamente si tratta di un periodo complicato nella gestione dei teatri perché sino a questo momento gli sprechi non si sono mai fatti mancare…Sarebbe necessaria, non solo la rieducazione del pubblico, all’ascolto, alla storia, all’arte, ma l‘iniziativa da parte dei teatri che incoraggi lo spettatore, tornando ad essere quelli che un tempo erano: il „pre-serata“ o la serata stessa delle famiglie, delle coppie, degli amici, come avviene con consuetudine in altri paesi, anche extra europei. L’Italia è rappresentativa nel mondo della lirica e sarebbe una tremenda umiliazione per la nostra stessa tradizione, i nostri usi e costumi, il nostro modo di essere italiani, quella di perdere questa arte meravigliosa che noi stessi abbiamo saputo creare e valorizzare, facendola conoscere in tutto il mondo.

Che cos‘è per voi il successo?
Fabio: Il Successo è il punto di arrivo di un lavoro. E‘ il punto dove vengono convogliati una serie di elementi molto diversi tra loro ma che fanno parte del mio lavoro: la formazione, l’interesse e la ricerca della strada giusta del repertorio, l‘incontro con il pubblico e il riscontro sul pubblico stesso. Ma il successo è anche un punto di partenza per ricominciare e rimettersi in gioco e cercare sempre un altro obiettivo, un pò come accade nella vita di tutti i giorni.

Daniela: Il successo lo si può intendere ed osservare da prospettive diverse: il successo nella propria professione, in quello che si ama fare è certamente la certezza di aver capito e trovato la strada giusta, di aver studiato per una ricerca che ha portato a delle conclusioni positive. Il successo a mio parere è questo, riuscire nello studio, riuscire nelle opere che debutto, che interpreto. Il successo inteso invece come il favore da parte del pubblico, può essere letto in una duplice forma: quello finto e patinato dei giornali o quello realmente vissuto dopo ogni spettacolo, il successo di pubblico e di critica, ed è questa, secondo me, la forma di successo migliore. Si possono coniugare in maniera molto gentile e molto moderata tutte le sfere che riguardano il successo, riuscendo ad essere soddisfatti della riuscita in ciò che ci si è prefissati di fare.

Fabio, com‘è Daniela nella vita privata?
Daniela nella vita privata è una donna straordinaria. E’ una persona apparentemente fortissima ma che invece ha una fragilità che la rende particolare e un bisogno di affetto che io vorrei sempre riempire. E poi…cucina meravigliosamente bene!

Daniela, com‘è Fabio nella vita privata?
Fabio nella vita privata è una persona molto delicata, una persona positiva ed un compagno rispettoso, fedele. E’ una persona con la quale non potrei pensare di non vivere

Vi vedremo insieme sul palcoscenico dell‘Opernhaus di Zurigo?
Fabio: Vedremo. In questo momento L’Opernhaus di Zurigo sta vivendo un passaggio sia come direzione artistica che generale. Ho cantato molto a Zurigo, anche insieme a Daniela un bellissimo Don Carlo. Adesso la programmazione del Teatro sarà quindi in mano ad una nuova gestione con la quale stiamo già lavorando per riuscire a collaborare nel prossimo futuro per ritornarci con grande piacere a cantare magari in un progetto interessante.

Daniela:
Abbiamo già cantato insieme Don Carlo ma per ora non abbiamo in programma spettacoli insieme a Zurigo. Speriamo presto di farlo.

Paola Volk, agosto 2011

 

Fabio Armiliato

Daniela Dessi