Mi sono seduto davanti al camaleonte, ma vi è un limite tremendo con il quale mi sono scontrato, lo vedevo solo con i miei occhi. E' il limite di tutti, non avere mai una visione antitetica delle cose. Probabilmente perché io sono come vedo.
(Luciano Michilin)
Humans? They just play with realities.
Ammetto che sono ignorante rispetto alla realtà. Sono una semplice utilizzatrice di strumenti.
Alcuni strumenti me li hanno dati, altri probabilmente li ho cercati.
Quanto sono aperta alle diverse prospettive? Ho fame di ciò che collima con la linea preferenziale del mio mondo interno, o riesco a gustarmi anche l'imprevisto e l'orrido contrario?
Sono un sistema aperto. In quanto "sistema", con la mia struttura ed organizzazione funzionale, non ho la possibilità di fondermi con altre cose, rimango sempre nella mia individualità. Ma in quanto "aperto", sono in connessione con le altre cose, le manipolo, le scelgo, gli do la forma che voglio e a volte le inglobo.
A che serve?
Scegli un obiettivo e raggiungilo. Sei tu che determini le regole del gioco. Sei felice o ti disperi in base ad esse. Sei l'oggetto di te stesso, del tuo programma, dei tuoi comandi.
Ed ora non fare niente. Non c'è nessun gioco. Niente ha importanza. È la stessa cosa?
Beh, mi sento più libera. Sono di nuovo nel mio campo "neutro".
Da qui osservo come una bambina, per la prima volta, un albero e le sue foglie. È inverno, le foglie sono poche, sono marrone scuro, quasi morte. Chissà se l'albero è contento di farle morire ogni anno? Perché la natura non coccola gli alberi e non protegge le sue foglie? E perché in autunno, proprio prima di morire, le foglie sfoggiano il loro vestito più bello, regalando alla nostra vista un'incantevole "indian summer"?
Pensieri senza senso, sentimenti che affiorano, germogliati da chissà quale terreno.
Ok, ora provo a parlare con gli altri. Parlo dell'albero e delle sue foglie. Mi prendono per pazza.
Mi ricordo di quando ho collaborato con persone definite "schizofreniche". Io non riuscivo a mettermi nel loro ordine di idee. Comportamenti e parole senza senso.
Ciò che si guadagna l'accordo della maggioranza delle persone, viene definito logica, buon senso, senso comune.
Ciò che è forse mio e non è mai stato visto o sentito dalla maggioranza, resta invisibile agli altri.
Torniamo alle persone definite "schizofreniche". Che significa uscire di casa e tornare subito indietro, per la paura che la casa prenda fuoco? Per me non aveva senso, perché non c'era, secondo la mia capacità di valutazione, nessun reale pericolo. Come mai, allora, quella persona percepiva quel pericolo?
E veniamo allora alle persone definite "normali". Giro con la mia cagnolina ogni giorno per la città e mi imbatto in reazioni di tutti i colori verso la mia amica a quattro zampe. Lei è sempre la stessa. Partendo dalla gente che è assolutamente indifferente, si passa alla gente che dà un'occhiata incuriosita, a quelli che la indicano ai propri bambini, a quelli che si fermano per chiedere che razza è, a quelli che pure loro hanno il cane e vogliono sapere come si chiama, quanti anni ha, a quelli che hanno sempre voluto un cane ma non hanno tempo, a quelli che vogliono parlare un po' con lei, a quelli più temerari che insistono nel voler accarezzarla anche se vedono che lei gli sta ringhiando per tenerli lontani, pronta ad azzannarli.... e poi mano a mano si passa alla gradazione opposta: quelli che non saprebbero minimamente come prendersi cura di un cane; quelli che si prendono il cane perché da cucciolo è così carino e poi nel tempo se ne disinteressano fino a darlo via; quelli che non terrebbero mai il cane in città perché gli animali devono stare nel loro ambiente naturale, o che non li sopportano perché sporcano la città; quelli che amano solo i cani grandi e i cani piccoli non sono cani; quelli che hanno paura dei cani grossi e quelli che hanno paura dei cani piccoli o di entrambi, perché da piccoli sono stati morsi; quelli che sono allergici solo ai cani e quelli che sono allergici a cani e gatti; quelli che sono gelosi dei cani perché si prendono tutto l'amore e le attenzioni della persona amata; quelli che se il cane apre la bocca muoiono asfissiati dall'odore del loro alito; quelli che odiano a morte i cani perché....
Allora, io posso conoscere la visione degli altri sui cani. Ma io, che adoro la mia cagnolina e più o meno tutti i cani, e più in generale gli animali, con chi sentirò di poter condividere la stessa visione? Ovviamente con chiunque mi dia qualunque segnale che vada nella direzione della mia passione. E chi invece odia i cani? Come posso mettermi dalla loro parte? Come posso vedere coi loro occhi? Tra l'altro, mi interessa vedere coi loro occhi? No.
Ci sono visioni antitetiche che non mi convengono: ne posso prendere atto, ma non le scelgo, non le assimilo, non me ne nutro. E forse finché non sono eccessivamente contrarie alle mie, nemmeno mi disturbano.
Perché dovremmo tutti condividere qualcosa? Perché dovremmo tutti afferrare lo stesso significato di una cosa?
Lasciamo spazio alla luce che si riflette in modi diversi a seconda della superficie incontrata.
Non dobbiamo essere superfici diverse per poter ammirare la luce nei diversi colori. Mi basta rifletterla nel mio modo e percepirla dalle altre superfici, sempre a modo mio.
Il mio modo di vedere cambia continuamente nel tempo. Se rileggo una riflessione scritta da me, il giorno dopo, non so più chi l'abbia scritta. L'ho scritta io? Come è possibile?
Se scrivo il mio pensiero, adesso, non riesco a starci dietro. Scrivo qualcosa che è stato pensato tanto tempo fa nella mia mente, perché mentre scrivo sono già anni luce avanti col mio pensiero, non sono più qui, in queste parole che or ora sto tracciando sul foglio.
A volte avverto la fuggevole impressione di un passo che sto facendo nel presente, che va verso uno scenario che sento di aver già vissuto. Forse la possibilità di provare a prevedere le cose, me le fa tenere in pugno, oppure sono così monotona che riproduco sempre gli stessi schemi, cambiando soltanto le pedine?
Fin dove arriva la mia flessibilità? Quanto riesco a cambiare realmente?
Amo l'acqua e la temo; ho paura ed amo la velocità. Sono arrivata a trent'anni prima di riuscire a mettere la testa sott'acqua senza tapparmi il naso. Ma comunque se mi tuffo, ovviamente da altezze non superiori al mezzo metro, il naso me lo devo tappare. Ho preso la patente d'auto quasi dieci anni fa e dopo non ho più guidato. Non vado a sciare sulle belle montagne svizzere più o meno per lo stesso motivo.
Eppure sono una persona aperta, con tanta voglia di imparare cose nuove e di superare i propri limiti.
Questo articolo, per dispetto, rimane aperto, non ha una conclusione. Ma, se volete, anche questa è una conclusione. Dipende da come la si vede ;)