Sport: Federica Pellegrini "Se vai forte e vinci metti d’accordo tutti".
Federica Pellegrini, reduce dai
recenti successi ai mondiali di Shanghai, è la nuotatrice italiana che ha vinto
più titoli ed una delle poche europee ad aver battuto i record del mondo in più
di una specialità.
Nata a Mirano il 5 agosto 1988, è l’attuale detentrice del record del mondo nei 200 e 400 metri stile libero femminile. È la prima donna italiana ad aver vinto una medaglia d'oro nel nuoto alle Olimpiadi di Pechino 2008 (200m stile libero). Durante i Campionati mondiali di nuoto Roma 2009, Federica Pellegrini si è affermata come la prima donna al mondo a scendere sotto i 4 minuti nei 400 metri stile libero con il tempo di 3'59"15. Nella stessa competizione, si è imposta nella finale dei 200 metri stile libero, fermando il cronometro a 1'52"98.
In meno di un anno, la Pellegrini ha abbassato il record del mondo di quasi 2 secondi. Ai Campionati europei di vasca corta di Istanbul, nei 200 metri stile libero, ha conquistato ancora la medaglia d'oro, stabilendo un nuovo record mondiale (1'51"17). Ad agosto 2010, nel corso dei Campionati Europei di Budapest, prende un bronzo negli 800 metri e conquista la medaglia d'oro nei 200 stile libero. È oro negli Europei in vasca corta di Eindhoven negli 800 sl. Da febbraio 2011 Federica si è trasferita a Parigi con il suo fidanzato, il nuotatore Luca Marin (che nel frattempo è finito nella schiera degli ex), per seguire il nuovo allenatore, Philippe Lucas e prepararsi per i Mondiali che si sono svolti a Shangai, lo scorso mese di luglio.
Visti i risultati confermati anche in quest’occasione, malgrado i rumors scatenati in queste settimane attorno alla sua vita privata, è lecito credere che il suo obiettivo più grande resta però Londra 2012, dove la Pellegrini potrebbe competere nel maggior numero di gare possibili e ripetere i suoi successi. Federica ha un fratello minore, Alessandro. Sono accomunati da un tatuaggio con la scritta “Nient’altro che noi”.
Cosa
significa essere donna di successo nel mondo dello sport?
Significa avere a disposizione più
talenti - quali determinazione, capacità di concentrazione, mentalità vincente
-, ma fare sempre doppia fatica per metterli in evidenza rispetto agli uomini.
Quanto
tempo serve ad un’atleta femmina per farsi apprezzare in un mondo in cui ancora
prevalgono gli uomini?
Più che tempo, servono i risultati e
la forte determinazione. Io ho dimostrato di avere i numeri, ma mi sono sempre
trovata bene con i ragazzi della mia stessa disciplina sportiva e mi sono
sempre confrontata in maniera sana e positiva con loro. Questo confronto ci ha
fatto crescere insieme senza antagonismi o stupide rivalità.
Quali
sono le difficoltà da affrontare nel mondo dello sport?


Lo sport ha una regola semplice: se
vai forte e vinci metti d’accordo tutti.
Quando
cessa la diffidenza nei confronti della donna atleta?
Direi mai. Ma se le donne imparano a
non soffrirne diventa un atteggiamento che lascia indifferenti.
Quali
sono gli ostacoli principali che incontra la donna in campo sportivo?
Un limite evidentemente fisico, dato
da minore forza e prestanza, rispetto agli uomini.
E gli svantaggi?
I pregiudizi comuni.
Quali
sono invece i vantaggi?
La sensibilità e il fatto di avere
quella famosa “marcia” in più, molto spesso non percepita dagli altri e, quindi,
con il punto di forza dell’imprevedibilità.
Quanti
possono essere per la donna i privilegi?
Non so quantificarli. Pochi o molti,
a seconda della donna e da come sa giocarsi le sue carte.
Le
intuizioni femminili sono superiori a quelle maschili?
Sì. Credo sia merito della nostra
spiccata sensibilità e capacità di percepire situazioni e persone.
Quanto
conta per la donna di successo l’arte della seduzione, anche allo stato
inconscio?
A volte può essere un punto a suo
svantaggio, perché spesso si tende a giudicare la donna più dalla sua bellezza
e dall’aspetto fisico che per le sue qualità vere.
Qual
è la soddisfazione maggiore per una sportiva professionista?
Per il mio sport c’è una frase
magica: “Vincere la medaglia d’oro in
un’Olimpiade”.
A
che cosa deve rinunciare la donna per sfondare nel mondo maschile?
Credo che debba rinunciare in
maniera forte ai propri hobby, in una percentuale di circa il 50%. Il restante
è suddiviso tra famiglia e vita privata, a seconda delle situazioni, ma la
bravura sta nella donna e nel bilanciare affetti e lavoro. Credo sia sempre
importante coltivare e nutrire i propri affetti, perché dalla serenità nascono
i migliori risultati sportivi e professionali.
Una
donna impegnata nella carriera, quale hobby riesce a coltivare?
Parlo per me, ovviamente. Quindi, sicuramente
la lettura. Poi adoro la musica (ho disegnato anche un mp3 underwater,
SwimSonic per ascoltarla in acqua) e i viaggi.
"La Rivista", settembre 2011