Film: Giochi d'estate_Summer Games - Da Venezia a Hollywood?
Quando il film «Giochi d'estate - Summer Games» di Rolando Colla il 20 ottobre uscira nelle sale della Svizzera-tedesca avra già fatto tutto un percorso di successo: Dopo la selezione ufficiale della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 2011, dove ha saputo coinvolgere e commuovere il pubblico, il film viaggia per i festival più importanti di tutto il mondo, e viene persino eletto candidato svizzero alla nomination all' OSCAR® come miglior film straniero.
Un'estate al mare in Toscana cambia la vita di due dodicenni, Nic e Marie. Nic trascorre le vacanze con il fratello minore Agostino e con i genitori, una famiglia operaia romana, in un campeggio in riva al mare, immerso nella pineta. Il padre di Nic, Vincenzo, che perde facilmente il controllo e diventa violento, vuole approfittare delle vacanze per cercare di riconquistare sua moglie Adriana. La donna, però, sta ormai riflettendo sull'idea di lasciarlo.
Il film racconta la storia di questa coppia adulta e della giovane coppia formata da Nic e Marie. Marie è di Ginevra e trascorre le vacanze con sua madre nel bungalow che sua zia, come la madre è originaria della Toscana, ha affittato nel medesimo campeggio. Tende e bungalow, l'aria di mare e di vacanza in contrasto con i destini di gente semplice: per una delle due coppie le cose dopo la vacanza non muteranno di molto, mentre per l'altra la vita cambierà per sempre.
Note del regista
Il film è basato su numerosi contrasti che ritengo singolari e che rendono universale la valenza della storia. La storia è ambientata in un campeggio, un mondo provvisorio, transitorio, che racconta dei destini di gente semplice, come quella che potremmo incontrare in un supermercato. Vicende che queste persone vivono con momenti di grande intensità.
La provvisorietà viene sottolineata dalla scena in cui la famiglia di Nic sposta la propria tenda, mentre la stabilità del bungalow di Marie si rivela solo apparente, dato che cela il mistero del padre.
Il film racconta di due coppie, una giovane (Nic-Marie) e una adulta (Adriana-Vincenzo). La leggerezza della vacanza al mare, con il vento che soffia tra le dune e la luce sempre diversa, contrastano con l'importanza vitale degli eventi che le due coppie si trovano ad affrontare. L'ordinarietà dei personaggi, la loro scarsa stabilità, la loro apparente semplicità sono in contrasto con la dimensione drammatica di ciò che si svolge nel loro intimo. Alla fine della vicenda la vita di Nic e Marie cambierà per sempre mentre per Vincenzo e Adriana tutto rimarrà come prima.
Nic non sopporta di avere il padre che ha, vuole liberarsi di lui, ma nello stesso tempo riconosce l'importanza della figura paterna. E' lui che alla fine accompagnerà Marie sulla tomba del padre morto. Fin dalla prima scena Vincenzo teme che sua moglie possa lasciarlo, eppure, alla fine - sporco e malmesso - è lui a chiederle di lasciarlo. Sia Nic sia suo padre sono capaci, a modo loro, di gesti eroici.
Il racconto sceglie uno sguardo tra l'affettuoso e il rammaricato sulla vita, sugli adulti con i loro limiti e impedimenti e sui bambini con i loro bisogni e le loro possibilità ancora intatte. Vedo gli adulti come barche per metà sott'acqua, che però non si rovesciano, oggetti in posizione precaria, che non si muovono quasi più. Nic e Marie e anche gli altri bambini, invece, sono sempre in movimento con le loro biciclette, le scorrerie selvagge attraverso il campo di mais e nel loro ultimo viaggio in gommone. I bambini sono come pescatori di perle e il film si muove con loro. Questo è ciò che imprime al film il movimento in avanti.
L'altra parte consiste in quattro momenti specifici che vorrei infine citare: una riflessione su ciò che l'altro ci dà nella vita, su ciò che le persone possono scambiarsi tra loro; un racconto di violenza e disperazione, di menzogna e rabbia, della solitudine del singolo, dove non mancano, però, i momenti di speranza: scambi di affetto, che hanno, per chi vi è coinvolto, un effetto liberatorio. Per Adriana è la corsa in moto con il vento tra i capelli. Per Vincenzo è il momento nella palude, quando sua moglie lo lava con gesti lenti (invece di lasciarlo). Per Marie è sulla tomba di suo padre, alla luce tremolante del mozzicone di candela. Nic, infine, può mandare un sospiro di sollievo quando Marie gli strizza i suoi capelli bagnati sulle spalle arrossate dal sole e alcune gocce gli scivolano lungo la schiena.
Quattro momenti senza parole, che toccano i sensi con intensità inaspettata. Il film renderà questi momenti più esclusivi, come se durante la loro durata non vi fosse al mondo nulla di più importante.
Nic, che cerca per tutto il film di dimostrare che non prova niente, alla fine sperimenta il contrario. Sente la vita che lo attraversa e accetta questo sentimento; sente tutto, il vento, le onde, le gocce d'acqua sulla schiena, la presenza di Marie. Anche ciò che prova Marie al cimitero è qualcosa che non poteva prevedere.
Il film metterà in risalto questi momenti in cui avviene veramente uno scambio, anche se all'esterno non trasparirà molto: sguardi, sentimenti, una candela accesa, il viso rilassato di Adriana, rivolto verso il paesaggio bruciato dal sole che scorre accanto alla motocicletta, la schiena sporca di Vincenzo e una mano che lo lava con l'acqua limpida.
Un film che punta lo sguardo sui momenti dolorosi, su esperienze che fanno male ma con brevi momenti dove la vita si rispecchia nella sua sconvolgente bellezza.
La Maremma come ambientazione
La trama del film esisteva già prima di conoscerne l'ambientazione perché è una storia universale, che potrebbe svolgersi ovunque. Mentre scrivevo, avevo sviluppato l'idea di un'ambientazione che mettesse l'uomo di fronte a se stesso e lo confrontasse con ciò che è sempre stato: un essere aggressivo. Quindi non una città, ma piuttosto un territorio che offrisse la minor distrazione possibile.
L'idea per la location mi venne inizialmente da un libro con le fotografie in bianco e nero del fotografo ceco Jan Jedlicka. Capii subito dove si sarebbe diretta la mia ricerca. In Maremma ho iniziato a cercare i soggetti delle fotografie. Qualcuno mi ha aiutato. Ho trovato le coste paludose, dove terra e acqua non sono separate nettamente e dove giacciono dozzine di tronchi sradicati. Ho trovato un paesaggio primordiale, universale, come sospeso al di fuori del tempo.
Ma ho visto anche cose nuove, che mi hanno ispirato: le pinete con il loro morbido tappeto di aghi, persone in bicicletta, dune di sabbia, campi di mais e tombe etrusche. E ho capito che ciò che tiene insieme tutto è la luce o più esattamente il cielo, quella vasta zona luminosa che dà splendore al paesaggio e si rispecchia nell'acqua delle paludi e delle lagune. La luce è in contrasto con l'arcaicità dei luoghi perché non è mai uguale. E da questo può nascere la speranza.
Sono tornato in Maremma tre volte perché sapevo che non avrei trovato un luogo migliore e ogni soggiorno ha confermato questa impressione. Il livello profondo della storia del film trova una consonanza nell'intensità e nella forza poetica della Maremma. La storia ha trovato la sua ambientazione. Rolando Colla
Vinci 5x2 biglietti per la prima del 20 ottobre al cinema "Riff Raff" in presenza del cast e crew, inviando una mail go-italy@ccis.ch "Summer Games".
Con il suo quarto lungometraggio, Rolando Colla ci propone un film
delicato e commovente che tematizza l’adolescenza in modo forte e senza
manierismo. Uno scenario rigoroso, una rappresentazione luminosa, una
fotografia straordinaria e giovani attori carismatici fanno di questo
film un’opera in grado di toccare un vasto pubblico. La giuria l’ha
votato all’unanimità per rappresentare la Svizzera alla corsa agli Oscar
2012.
Nato da emigrati italiani, Rolando Colla vive e lavora a Zurigo. Ha sceneggiato e interpretato alcuni film diretti dal fratello gemello Fernando. Nel 1984 ha fondato la Peacock, una casa di produzione. Con il suo quarto lungometraggio, Rolando Colla ci propone un film delicato e commovente che tematizza l’adolescenza in modo forte e senza manierismo. Uno scenario rigoroso, una rappresentazione luminosa, una fotografia straordinaria e giovani attori carismatici fanno di questo film un’opera in grado di toccare un vasto pubblico. La giuria l’ha votato all’unanimità per rappresentare la Svizzera alla corsa agli Oscar 2012.