Business&Network: Guido Nucera, la mia storia
Intervista a Guido Nucera
nato a Bagaladi (RC)
il 20.12.1935
in Svizzera dal 1961
consigliere della ImmoSky
Incontro Guido, sempre elegantissimo, nei suoi uffici ImmoSky, a Dübendorf. Ci sediamo comodamente su dei divani colorati in un’ ampia e accogliente sala e, dopo aver gustato un buon caffé cominciamo a chiacchierare..
Guido, quali sono le tue origini?
Sono nato
in Calabria, ma le mie origini sono Siciliane. Infatti mio padre abitava già
dal 1920 in Sicilia. E proprio in quei luoghi ho trascorso la mia infanzia e
adolescenza, per poi rientrare negli anni 50 in Calabria. La Sicilia mi è pero’
rimasta nel cuore, per il modo di vivere semplice, umile, umano.
La Svizzera: da quanto tempo vivi qui e cosa o chi ti ci ha portato?
All’ età di sedici anni ho lasciato la Calabria. In Svizzera ci sono arrivato a tappe. Non piu’ contento di vivere in Calabria, volevo andare oltre.. Avevo una bella voce e ho quindi tentato la strada del canto. Mi trasferii a Venezia per studiare lirica. Il Weekend, per guadagnarmi qualche soldo, cantavo nei bar. Ques’ attività mi ha portato a conscere molta gente e quindi persone che venivano dalla Svizzera. Persone che raccontavano di un Paese piccolo ma dinamico, ricco di bei panorami e di opportunità lavorative. Nel 1961, grazie ad un caro amico, venni quindi in Svizzera, per cantare al „Bauschänzli“ di Zurigo. Ci venni con l’ obiettivo di rimanerci un paio di mesi.
Un paio di mesi che si sono trasformati in lunghi anni..
In effetti la vita qui mi piaceva. E poi, ad ogni tentativo di smettere il datore di lavoro mi aumentava la paga..mi volevano bene. Parlavo già allora diverse lingue e riuscivo a comunicare molto bene con il prossimo. Riuscivo a guadagnare fino a CHF 1'200 al mese. Un affitto mensile per un appartamento medio mi costava allora 85 Franchi. Dopodichè accettai una posizione di capo garage nella ditta Welti Furrer, per poi passare, sempre con lo stesso datore di lavoro, al reparto „Limousine Service“. Bel mestiere! Sempre elegante, a contatto con gente importante e con carattere internazionale...
Un’ incontro particolare ce lo potresti raccontare?
Certo..le esperienze sono le ricchezze della vita. Ricordo un incontro del 67’ con un generale brasiliano, Francisco Conchiglia Castello Branco, figlio del capo dello stato del Brasile. Si stava recando a fare visita nostro ex Re D’ Italia, Umberto di Savoia, in esilio a Cascais, in Portogallo. Ebbene, il generale registro’ su un mangianastri i miei saluti di emigrante italiano a Umberto di Savoia. Come riscontro ricevetti una lettera da parte sua, con promessa di un incontro, in occasione di un suo passaggio per Zurigo.
Hai dunque avuto modo di incontrare Umberto di Savoia?
Infatti nel 69’, in transito da Zurigo, Umberto di Savoia mi mando’ a chiamare dal Baur Au Lac da un suo Luogotenente, Barone Montecuccoli. Mi trovavo purtroppo a Ginevra in quel periodo, impegnato con il lavoro. E quindi niente.. Siamo rimasti comunque in contatto tramite posta.
La tua piu’ grande soddisfazione o traguardo raggiunto finora?
La mia famiglia. Senza dubbio. Una moglie eccezzionale (svizzera) e quattro figli meravigliosi, Francesco, Alessandra, Dominique e Elena. E il fatto che oggi tutti e quattro i miei figli lavorano nella nostra stessa ditta, la ImmoSky! Tutto questo mi da tanta, tanta gioia.
Cosa stai facendo di veramente interessante in questo momento?
E’ il daily business. Faccio parte attivamente della dinamica quotidiana nell’ ambito dell’ attività di Immosky.
A che cosa non vorresti mai rinunciare?
All’ attività quotidiana, appunto. Essere attivo mi fa sentire „vivo“.
Dove passi le tue vacanze e perché?
Come quasi tutti gli italiani prediligo le destinazioni italiane. I miei ricordi mi portano in Calabria e Sicilia, ma adoro molto anche la Toscana. Mi piace la cultura, tutto cio’ che hanno creato i grandi del Rinascimento..
Il significato di italianità per te?
Italianità è sentirsi vero, l’ orgoglio di essere italiano, figlio di grandi artisti e imprenditori. Ne sono veramente fiero.
Dove si respira in modo particolare l’ italianità a Zurigo?
Negli anni 60’ c’era il „Kreis 4“ – „Little Italy“ dove ci si incontrava. Oggi in qualche bar, per magari seguire insieme le partite di calcio o in qualche ristorante tipico per gustare tra amici un piatto particolare.
Il tuo sogno nel cassetto?
Poter vivere ancora a lungo per godermi la mia famiglia e i miei nipoti. E in generale, sempre un’ Italia piena di iniziativa e creatività. In questo siamo dei maestri.
Grazie Guido, e' stato un piacere.
Antonio Iacovazzo, novembre 2009