18. Mai 2012
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Arte: "Abbracciando valori sperduti"

Marinella Canzoniere Owens intervistata da Chiara Rinaldi

Marinella è un’artista. Ce l’ha nel sangue, sangue per metà italiano. Sposata con Gary, inglese di padre irlandese, e madre di due figli, Irini e Nico di 13 e 5 anni, trova anche il tempo di coltivare la sua passione per l’arte, tra una miriade di attività. Un’arte coraggiosa e ricca di sentimenti che mescola stili antichi antichi e moderni per regalarci emozioni senza tempo.
Ci facciamo raccontare un po’ di più direttamente da Marinella, che abbiamo incontrato a casa sua, a Bellinzona, tra i suoi quadri.

Marinella, tu sei nata e tutt’ora vivi in Svizzera. Qual’è il tuo rapporto con l’italianità?
Devo dire che sento tanto la mia italianità. Sono un’artista nata e cresciuta a Zurigo, ma mio padre era siciliano. Era un operaio ed era bravissimo con le attività manuali. A casa riparava tutto e costruiva mobili, sedie e altri oggetti tipici dell’artigianato siciliano. Per me vederlo all’opera con le sue mani fin da piccola è stato fondamentale per il mio sviluppo artistico.

Padre siciliano e madre greca. Un mix che ha influenzato molto le tue opere...
Sì, mia madre è greca, di Creta, e quando da bambina andavo in chiesa con lei, mi sono innamorata della pittura bizantina che decorava la chiesa. Ma il rinascimento ha da sempre avuto una forte attrazione.
L’anno scorso ho esposto i miei quadri in una galleria d’arte a Cremona e tutti hanno visto come combino questi due stili, quello del rinascimento e quello bizantino. Hanno detto che i miei lavori sono un omaggio a Giotto.
Effettivamente la mia pittura si concentra su un momento preciso nella storia dell’arte, quando Giotto, che come il suo maestro Cimabue dipingeva icone bizantine, ha sviluppato un linguaggio personale dando inizio al rinascimento.

Non solo Cremona, ma anche Miami con la famosa Art Basel...
Sì, ho esposto anche a Miami e in altri paesi tra cui Austria, Germania e in Svizzera ovviamente. Ad una di queste mostre le mie opere sono state definite come “arte bizantina contemporanea”.

Di che cosa ti stai occupando adesso?
Al momento sto realizzando un progetto a cui tengo molto, chiamato “abbracciando valori sperduti”.
Credo che tanti valori siano andati persi, anche in Italia, valori che fino a poco tempo fa erano le basi della nostra civiltà e senza i quali rischiamo di cadere in una nuova forma di barbarismo.
Anche se mio padre era cattolico e mia madre ortodossa non ha mai vissuto conflitti religiosi in casa. La liturgia è la stessa, e sono convinta che lo scisma che divide queste religioni è solo un fatto politico, gente che vuole il potere, perché quello che ho vissuto io, i valori come la giustizia, l’onestà, la salvezza, il perdono e la saggezza sono gli stessi. 

E questi valori li hai ritrovati un po’ qui, nel Ticino come avanposto dell’Italia?
Per secoli Bellinzona è stata la città più al nord della cultura italiana, ci sono tre castelli e la città vecchia sembra ancora oggi una città lombarda con le sue piazze e bellissime chiese. La vita che si vive qui è come se fosse in Italia, ritmi di vita molto diversi da Zurigo. Ancora più importante per me è che questa cultura vive nella gente, in semplici gesti quotidiani, in commenti che riflettono una mentalità antica, che mi auguro non scomparirà mai.

Che altri programmi hai adesso?
Ho intenzione di approfondire i miei studi. Spero già quest’anno di frequentare la scuola di mosaico a Ravenna. Sono convinta che non serve solo studiare il passato, ma esiste la necessità di un vero recupero delle tecniche di una volta per uscire dal vuoto culturale nel quale stiamo tutti cadendo.

Grazie Marinella e in bocca al lupo!

Settembre 2010

http://marinella-art.ch/

 

 

 

Marinella Art


"Nel fare artistico di Marinella Owens convergono molteplici esperienze figurative che trovano le loro radici in un personale iperrealismo cosmico. Lontano dalla mimesi, frammenti di icone bizantine e meravigliose composizioni floreali sono ridefinite e plasmate dalla pura sensibilità dell'artista. Una sensibilità che va oltre un semplice estetismo connotativo, per divenire profonda ed assoluta introspezione emotiva. Ne risulta un'esposizione lirica improntata alla coerenza intellettiva che rende le tematiche proposte collegate da un finissimo filo sensitivo. Un percorso che ha le caratteristiche di un viaggio nella memoria personale, nel ricordo, nelle silenti dimensioni di flebili essenze di vita. L'aneddoto primordiale diviene musa ispiratrice e la primordialità per Marinella Owens è un fluido che nasce dall'Oriente, dai substrati color oro, simbolo di astrazione, dal candore di fiori profumati, definiti nelle tele come estrema concezione di infinito. Un candore dinamico, pacato senso di ignoto che trova nel gesto artistico una vellutata armonia, gioia luminosa, trascendenza, raffinata vibrazione universale".

Prof. Gianluigi Guarneri