10. März 2010
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Sergio Savoia

Intervista di Franco Luca, settembre 2009

Sono nato a Faido, nel Canton Ticino. I miei genitori arrivarono in Svizzera alla fine degli anni '50 e agli inizi dei '60 da un paesino del sud Italia. Sono quindi svizzero ma anche un po' italiano. 

Ho studiato a Bellinzona e a Milano (storia medievale) e ho lavorato per molti anni alla Radio svizzera, con qualche puntatina televisiva. Dal 2004 mi occupo di ambiente. Dirigo il Programma europeo delle Alpi, del WWF. 
Ho fondato, con alcuni amici, un giornale satirico, Il Diavolo e l'ho condotto, come redattore responsabile, fino a luglio 2007. Faccio anche politica, ebbene sì. Sono deputato al parlamento cantonale ticinese dal 2003. Milito, come detto, nei Verdi, di cui sono coordinatore dal giugno 2007. 
Sono sposato con Paola, ho due figli che si chiamano Michelle e Damiano. Mi piace leggere, la musica, la cucina, fotografare e, ultimamente, mi sta cominciando a piacere anche non fare niente. Questa sì che è una conquista.

Ciao Sergio, nella tua breve biografia dici che sei anche un po' italiano, un po' quanto e cosa definisce il confine tra le due anime Svizzera e Italiana?
Sono nato in Svizzera da genitori italiani arrivati all'inizio degli anni '60. Svizzera e Italia sono nel mio cuore e non vedo nessun particolare confine. Considero la Svizzera il mio paese e l'Italia una terra nella quale mi sento comunque a casa mia. Amo la cultura, la cucina, il patrimonio artistico italiano. E amo la civiltà di questo piccolo grande paese nel quale sono nato e nel quale sono nati i miei figli.

Dov'eri la sera del 09 luglio 2006?
Davanti al televisore a tifare... contro la Francia. E poi in giro a godermi i festeggiamenti.

Sei Co-autore dello Svizzionario, un libro che ad ogni sua riedizione nella Svizzera italiana va letteralmente a ruba, spiegaci cos'è lo Svizzionario e come ti è venuta in mente una simile idea? 
Si tratta di un piccolo dizionario che fornisce la traduzione nell'italiano d'Italia di molte parole e modi di dire dell'italiano di Svizzera. Ha avuto un successo straordinario (siamo a 12'000 copie vendute) ed è effettivamente divertente ma anche rigoroso. L'ho scritto insieme all'amico Ettore Vitale cui si deve il primo glossario online dell'italiano "svizzero". Se volete farvi un'idea gratis andate su www.svizzionario.ch. L'idea, non ci crederete, mi è venuta un giorno leggendo di un dizionario Inglese-Inglese di Hong Kong. Mi sono detto che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo una lingua "quasi" come quella italiana, ma non proprio uguale. Se vogliamo è un elemento di ricchezza culturale, anche se ogni tanto gli italiani ci prendono in giro...

Politico e granconsigliere, intrattenitore Radio, ultimamente partecipi ad un programma sulla Pay TV, scrittore e redattore, non ti sembra di metterla giù un po' dura?
Diciamo che cerco di non annoiarmi. Anche se, te la devo dire tutta, penso che sia giunto il momento di smettere un po' di cose e concentrare le mie energie su quello che al momento mi appassiona di più: il mio lavoro e la politica.

Sei figlio di emigranti, ma sei riuscito a farti strada e ad integrarti a meraviglia nel contesto Svizzero, l'italianità dei tuoi genitori è stata più un aiuto o una difficoltà da superare?
È stata entrambe le cose. Da bambino può essere duro sentirsi "stranieri" e un po' di ostilità nei confronti degli italiani c'era, negli anni '60 e '70. Ma questo mi ha dato una grande ricchezza: mi ha permesso di capire che le persone vanno giudicate per quel che sono e non per il gruppo etnico o nazionale cui appartengono. L'appartenenza a due culture è un arricchimento, ti permette di vedere il mondo con maggiore apertura e non cadere vittima di xenofobia o razzismo. Questa apertura però non è automatica, non basta essere figli di stranieri per essere "aperti e tolleranti": dipende dai valori che si respirano a casa. Io ringrazio i miei genitori per non aver mai sentito una sola parola o commento razzista in casa mia durante tutta la mia vita.

Di dove sono originari i tuoi genitori?
Di un bellissimo paese immerso nella campagna del Sannio, in provincia di Benevento.

Risposta secca: mozzarella di bufala o polenta e strachin?
Bufala à gogo. Il problema vero, però, è che mi piace tutto e la linea ne risente...

Grazie Sergio, alla prossima!
Franco Luca

 

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