18. Mai 2012
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Turismo sostenibile..che cos'è?

Turismo... un’industria in continua crescita. Per definizione vuol dire viaggiare, quindi un po’ inquinare e consumare risorse... come puo' il turismo essere sostenibile?

Eppure il concetto di turismo sostenibile non e' nuovo, esiste da qualche decennio. Se ne sente parlare in varie forme, con significati un po' diversi: turismo responsabile, turismo solidale, ecoturismo, turismo equo. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Quando parliamo di sviluppo sostenibile o sostenibilita' in generale, intendiamo uno sviluppo che non comprometta le possibilita' delle future generazioni di beneficiare delle risorse. In realta' non parliamo soltanto di future generazioni ma anche della generazione corrente che ha il diritto di beneficiarne. La definizione più quotata è quella che si trova nel rapporto della comissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED), detta anche comissione Brundtland riunita dalle Nazioni Unite (ONU) nel 1983 che definisce lo sviluppo sostenibile come quello “sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni”.

Estendendo questo concetto al turismo consideriamo quindi come turismo sostenibile tutte quelle pratiche che permettono di preservare la destinazione turistica e conservare le sue risorse per il futuro, ma anche di permettere di trarne beneficio oggi in modo responsabile e migliorandone la situazione economica, sociale e ambientale.

Il turismo come non un puro sfruttamento quindi, ma anche un vantaggio diretto e tangibile sia per la popolazione locale, sia per il turista dato da una destinazione meglio conservata e sviluppata nei tre aspetti economico, sociale e ambientale.

Alcuni dicono che chiamarlo turismo sostenibile non è proprio corretto e preferiscono definirlo turismo responsabile, perchè in realtà si tratta di pratiche legate al comportamento responsabile di tutti i suoi attori: turisti, tour operators, hotels, ecc.

Riguardo alle altre definizioni, il turismo solidale si focalizza sull’aspetto sociale e di sostegno delle popolazioni locali, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, mentre l’ecoturismo sull’aspetto ambientale. Il turismo equo si rifà al concetto di commercio equo (fair trade) e spinge per pagare il giusto prezzo ai “produttori locali” (nel caso del turismo la popolazione locale che gestisce un piccolo business nel turismo) evitando le condizioni draconiane imposte loro dai grossi tour operator e il sovrapprezzo di tutti gli intermediari.

Ritornando al concetto più generale di turismo sostenibile o responsabile, una definizione “ufficiale” viene dalla dichiarazione di Cape Town del 2002 che dice:

“Il turismo responsabile ha le seguenti caratteristiche:
-    minimizza gli impatti economici, ambientali e sociali negativi;
-    genera un maggior beneficio economico per la popolazione locale e migliora il benessere delle comunità ospitanti, migliora le condizioni lavorative e l’accesso al settore;
-    include la popolazione locale nelle decisioni che influenzano le loro vite e le loro possibilità;
-    contribuisce positivamente alla conservazione dell’eredità culturale, delle risorse naturali e della diversità;
-    fornisce esperienze più interessanti al turista grazie a contatti più autentici con la popolazione locale e una maggior comprensione dei problemi culturali, sociali e ambientali;
-    fornisce accesso a persone con limitata mobilità;
-    è sensibile agli aspetti culturali, promuove il rispetto tra i turisti e gli ospitanti e stimola l’orgoglio locale e la fiducia”

In sintesi il prof. Harold Goodwin, uno dei maggiori esperti del settore, esorta tutti gli attori a prendere la responsabilità per realizzare un turismo sostenibile creando “posti migliori per la gente che ci vive e per quelli che li visitano”.

Alcune risorse (in inglese) per chi fosse interessato:

Cape Town Declaration

GSTC, Global Sustainable Tourism Criteria

Una buona raccolta di risorse varie sul turismo sostenibile

Il sito dell’organizzazione mondiale del turismo delle nazioni unite

 

Chiara Rinaldi, aprile 2010

Le mani in pasta

Le mani in pasta

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GO-News

COMUNICATO STAMPA

Interrogazione dei Senatori Claudio Micheloni e Giorgio Tonini su accordi bilaterali fiscali Italia/Svizzera

Il Senatore Claudio Micheloni ha presentato il 02 maggio 2012 un'interrogazione a risposta nella 5^ commissione (Programmazione economica, bilancio), indirizzata al Ministro dell'Economia e delle Finanze, in cui chiede di sapere come il Governo intenda procedere per avviare con la controparte elvetica un negoziato volto alla definizione di un accordo sulla fiscalità del risparmio, in considerazione anche degli effetti positivi che un simile accordo porterebbe all'erario italiano e tenendo conto delle nuove normative in ambito europeo.

Il senatore Micheloni sollecita, inoltre, il Governo nel dare una risposta su come intenda agire per superare la delicata questione dei ristorni fiscali relativi ai 50.000 lavoratori frontalieri italiani in Svizzera e degli importi non ancora erogati ai comuni di confine. L'interrogazione chiede, infine, al Governo qual è la tempistica per rimuovere la Svizzera dalla lista di paesi ritenuti sostenitori dell'evasione fiscale (black list), che ha fortemente penalizzato le imprese italiane e ha causato forti tensioni diplomatiche tra i due paesi.

Roma, 02 maggio 2012

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..italianiamo, di Chiara Rinaldi

Chiara di UdineChiara Rinaldi, un'italiana, da sempre un po' girovaga, Chiara è nata qualche anno fa in quel di Udine. Dopo una laurea in economia con indirizzo internazionale, il pallino del viaggio l'ha portata ad installarsi nel sud della Francia - adora il sole e il cielo blu...

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"Raccontiamoci"

Radio Lora italiana"Raccontiamoci" è l'evento-intervista con personaggi i quali hanno una storia da raccontare, con in comune l'Italia e la Svizzera. Su Radio LORA. A cura di go-Italy. Prossimamente su Radio LORA 97,5 MHz e www.lora.ch


Aforisma della settimana

"Bell n'a ball" (bella ma non balla)

I pregiudizi non sono mai stati il mio forte. Essere condizionata dalla apparenze non è aspetto che mi appartiene, anzi da (tendenziale)ribelle qual sono, mi ritrovo spesso a fare considerazioni opposte a quelle dei più. Certo, non sono ribelle per esserlo, né parto dal presupposto opposto perché "è opposto"...

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